Go to english version

MOSTRA DEL CINEMA 2007

 

 

VAI ALLA MOSTRA DEL CINEMA 2007

 

SE TI INTERESSANO LE NOTIZIE SULLA MOSTRA DELL'ANNO SCORSO CONTINUA A LEGGERE ALTRIMENTI CLICCA SUL LINK SOPRA!

 

MOSTRA DEL CINEMA 2006

Dal 30 agosto al 9 settembre 2006

la 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

 

 

vai all'articolo su il 30 agosto - Apertura - Bryan De Palma

vai all'articolo su il 31 agosto - Hollyvoodland

vai all'articolo su il 1 settembre - Oliver Stone

vai all'articolo su il 2 settembre -New!! - Alain Resnais con Coeurs e Paprika

vai all'articolo su il 3 settembre - New!! Children of men: Clive Owen NEW!!

vai all'articolo su il 4 settembre - The Fountain NEW!!

vai all'articolo su il 5 settembre: La Stella che non c'è, Sergio Castellitto in Cina NEW!!

vai all'articolo sul 9 settembre: I PREMI

vai all'articolo su il LEONE ALLA CARRIERA
vai all'articolo sul LA GIURIA
vai all'articolo su il FILM D'APERTURA:The Black Dahlia
vai all'articolo su il CINEMA ASIATICO

clicca sui titoli di approfondimento che ti interessano qui sotto

I FILM IN CONCORSO (con immagini e riassunto)
I GRANDI FILM FUORI CONCORSO
EVENTI (FESTE - PREMIAZIONI- CONFERENZE STAMPA)

GUARDA IL PROGRAMMA COMPLETO

CALENDARIO PROIEZIONI

 

The Black Dahlia di Brian De Palma

con Scarlett Johansson, Hilary Swank e Josh Hartnett,

film di apertura della 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

The Black Dahlia, l’atteso film di Brian De Palma con Scarlett Johansson, Hilary Swank e Josh Hartnett - tratto dall’omonimo celebre romanzo di JamThe Black Dalhiaes Ellroy, ispirato a un fatto di cronaca nera nella Los Angeles degli anni ’40 - sarà il film di apertura della 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, presentato in concorso in anteprima mondiale la sera del 30 agosto 2006, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.
The Black Dahlia, prodotto da Art Linson, Rudy Cohen, Moshe Diamant e Avi Lerner, uscirà in Italia a fine ottobre distribuito da 01 Distribution.

The Black Dahlia, tratto dall’omonimo romanzo - primo della quadrilogia su Los Angeles - che ha rivelato al mondo il talento noir di James Ellroy (L.A. Confidential), è ambientato nel 1947 e vede protagonisti duThe Black Dahliae poliziotti, due amici ex pugili, Bucky Bleichert (Josh Hartnett) e Lee Blanchard (Aaron Eckhart), innamorati della stessa donna, la misteriosa Kay Lake (Scarlett Johansson), ex amica di un gangster. Ma è un terribile delitto, su cui i due devono indagare, a sconvolgere per sempre la loro vita: il massacro di Elizabeth Short (Mia Kirshner), ragazza con ambizioni d’attrice soprannominata la Dalia Nera, che viene trovata brutalmente uccisa sulle colline di Hollywood. Nel corso delle indagini, Bucky incontra Madeleine Sprague (l’attrice due volte premio Oscar Hilary Swank), e intreccia con lei una passionale relazione, pur comprendendo che è indirettamente coinvolta nell’omicidio, e che la corruzione e i complotti dominano il suo stesso dipartimento di polizia. Quando l’amico e collega Lee scompare misteriosamente, per Bucky le indagini si trasformano in una morbosa ossessione.Scarlett Johansson



The Black Dahlia si preannuncia all’insegna del doppio, tema particolarmente caro a Brian De Palma. I due protagonisti, poliziotti tutt’altro che irreprensibili, affrontano in modo speculare e opposto non solo l’amore per la stessa donna (con un rapporto casto l’uno, con una grande passione l’altro), ma anche l’ossessione per il macabro omicidio di una ragazza, il cui corpo viene trovato tagliato in due. Sul doppio è giocato anche il ruolo interpretato da Hilary Swank, quello di Madeleine Sprangue (nome che rimanda al più famoso “doppio” del cinema, la Madeleine-Kim Novak di Vertigo), giovane, algida borghese, ma anche ambigua e pericolosa “femme fatale”, che si veste e si acconcia come la Dalia Nera-Elizabeth Short. La stessa Kay Lake (Scarlett Johansson), dolce e sensuale, ha un passato oscuro che tiene nascosto. In The Black Dahlia, come in ogni noir che si rispetti, tutti i personaggi presentano due facce, e la realtà ha sempre un suo lato oscuro.

“Siamo onorati – hanno dichiarato il Presidente Davide Croff e il Direttore Marco Müller – che Brian De Palma abbia scelto di inaugurare la 63. Mostra con il suo nuovo e attesissimo noir, confermando così il forte legame con Venezia. Qui venne invitato nel 1975 con uno dei suoi primi film, Le due sorelle (Sisters), e a settembre De Palma calcherà per la quinta volta la passerella del Palazzo del Cinema, dopo aver presentato negli anni anche Blow Out, Doppia personalità (Raising Cain), e uno dei suoi capolavori assoluti come Gli intoccabili (The Untouchables).

La Mostra, grazie a questo film, potrà salutare nuovamente due star indiscusse del firmamento internazionale, entrambe rivelatesi a Venezia, Scarlett Johansson nel 2003 con Lost in Translation, e poi giurata nel 2004, e Hilary Swank, a Venezia nel 1999 con il film che le valse il primo Oscar, Boy’s Don’t Cry. La Mostra potrà anche ritrovare l’amico Dante Ferretti, che si conferma, firmando gli ambienti d’epoca di The Black Dahlia, lo scenografo più apprezzato dai maestri di Hollywood”.

 

Torna al menù principale

 

 

David Lynch Leone d’Oro alla carriera

Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Davide Croff, ha accolto la proposta del Direttore Marco Müller di attribuire al regista statunitense David Lynch il Leone d’Oro alla carriera della 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, inDavid Lynch programma al Lido di Venezia dal 30 agosto al 9 settembre 2006.

Il premio sarà consegnato al regista il 6 settembre, in occasione della serata di gala per la proiezione, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, del suo nuovo capolavoro INLAND EMPIRE.

David Lynch (Stati Uniti), Leone d’Oro alla carriera. E’ uno dei registi che hanno maggiormente influenzato, col suo stile visionario e inquietante, l’immaginario contemporaneo, seguendo un percorso artistico coerente ai confini dell’industria hollywoodiana, e affascinando con il suo sperimentalismo anche il vasto pubblico. E’ indicato come il capostipite del nuovo cinema indipendente americano, avendo aperto la strada ad autori quali i Coen, Jim Jarmush, Spike Lee, Quentin Tarantino, e fuori dagli Usa, tra gli altri, a Jane Campion. Fra i grandi ammiratori di Lynch vanno annoverati Stanley Kubrick e Bernardo Bertolucci. Il primo possedeva una copia di Eraserhead, il film che nel 1977 rivelò Lynch alla critica mondiale, e che si faceva periodicamente proiettare nella sua villa in Inghilterra, affermando che Eraserhead era l’unico film non suo che avrebbe voluto dirigere lui stesso. Da parte sua Bertolucci, presidente della giuria al Festival di Cannes del 1990, che molti indicano come il vero ispiratore del verdetto che assegnò la Palma d’Oro a Wild at Heart (Cuore selvaggio), sottolineò come il film di Lynch possedesse una forza “impressionante”.

La visionarietà del cinema di Lynch, e l’originalità del suo sguardo, sono state al centro di numerosissimi contributi critici in tutto il mondo. La sua è una fascinazione per ciò che normalmente non si vede, per la bellezza misteriosa, quella che appare in luoghi strani, e che talvolta si tramuta in orrore. Di lui si è detto che, nei suoi film, guarda al mondo come a una grande macchia di Rorschach (quella del famoso test), in cui possono apparire infinite farfalle o teschi, o infinite facce segrete. “Il Frank Capra della logica onirica”, lo ha definito la grande critica Pauline Keal. Uno dei suoi principali caratteri stilistici consiste nell’amplificare aspetti altrimenti comuni nella costruzione di un film: l’oscurità, ad esempio, o il suono o ancora l’immobilità. Tutti elementi normali all’interno di un film, di cui però Lynch fa un uso inconsueto, dilatando i momenti di buio totale, facendo eccedere il suono in talune inquadrature, soffermandosi in modo inquietante sulla calma assoluta. Ha scritto il critico francese Michel Chion, che Lynch sa “filmare come nessun altro questo apparente contrario del cinema, che è l’immobilità”. La forza della sua visione attacca le norme del gusto, toglie sicurezza dalle convenzioni, instilla dubbi che difficilmente possono essere rimossi. La sua importanza sta nell’aver detto qualcosa di nuovo, in un periodo in cui l’industria cinematografica tende all’omologazione e all’assenza di rischio.

Torna al menù principale

-------------------------------------------------------------------------

 

LA GIURIA

Juan José Bigas Luna, Paulo Branco, Cameron Crowe,

Chulpan Khamatova, Park Chan-wook, Michele Placido

nella Giuria internazionale di Venezia 63. presieduta da Catherine Deneuve

 

Note biografiche dei componenti della giuria 2006 - clicca qui

Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Davide Croff, ha approvato la proposta del Direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica Marco Müller, sulla composizione della Giuria internazionale di Venezia 63 presieduta da Catherine Deneuve, che assegnerà i Premi ufficiali nell’edizione che avrà luogo dal 30 agosto al 9 settembre.

Le personalità del cinema mondiale chiamate a far parte della Giuria di Venezia 63. sono: il regista e sceneggiatore spagnolo Juan José Bigas Luna, il produttore portoghese Paulo Branco, il regista, produttore e sceneggiatore statunitense Cameron Crowe, l’attrice russa Chulpan Khamatova, il regista e sceneggiatore coreano Park Chan-wook, l’attore e regista italiano Michele Placido, oltre alla grande attrice francese Catherine Deneuve (presidente), il cui nome è stato annunciato nei giorni scorsi.

La Giuria assegnerà per i lungometraggi della sezione Venezia 63, senza possibilità di ex-aequo, oltre al Leone d’Oro per il miglior film, anche il Leone d’Argento per la migliore regia, il Premio Speciale della Giuria, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente, l’Osella per il miglior contributo tecnico, l’Osella per la migliore sceneggiatura.

 

Note biografiche dei componenti della giuria 2006 - clicca qui

Torna al menù principale

------------------------------------------------------------------------

 

redazione a cura di Tania Danieli