STORIA E MONUMENTI - MUSEI - APERITIVO E GASTRONOMIA - COME ARRIVARE
Antica sede universitaria, Padova vanta numerosissime testimonianze di un glorioso passato culturale ed artistico. È oggi un importante centro economico nonchè la terza città del Veneto per popolazione ed esibisce i tratti più invitanti del turismo d’arte e di storia, immersa com’è in un atmosfera medievale ben avvertibile nelle piazze e nelle vie del centro storico. Inoltre è nota in tutta il mondo come la città di Sant'Antonio, il famoso francescano portoghese, nato a Lisbona, che a Padova visse per alcuni anni e vi morì.
LA STORIA E I MONUMENTI PIU’ IMPORTANTI
Sorta a ovest della Laguna Veneta presso il fiume Brenta sarebbe stata fondata nel 1184 a.C., secondo la leggenda, dal mitico eroe troiano Antenore, guida dei Veneti dalla trasmigrazione dall’Asia Minore, la cui tomba (seppur vuota in realtà) si può ammirare in centro, nella Piazza omonima.
Durante il Medioevo Padova riuscì ad acquisire prestigio e ricchezza, così da diventare uno dei principali centri della Marca veronese-trevigiana, proprio grazie alla sua posizione economicamente strategica, dato che si trova proprio al centro di un nodo di comunicazioni tra Venezia, Este e Altino che si stringeva nel suo porto fluviale. Cresciuta a segmenti, intorni ai nuclei di S.Giustina, S.Eufemia, e S.Sofia, e infittendosi intorno alla Cattedrale, la Padova comunale impreziosiva il calco della sua urbanistica antica con la monumentalià degli edifici, che esprimevano le forze sociali più rappresentative e che sono tuttora un’ attrazione turistica di una certa rilevanza. Tra questi sono da sottolineare:
il Palazzo della Ragione, usato in tipica simbiosi di funzioni come tribunale nel Salone e come Mercato coperto nel sottosalone, è considerato uno dei capolavori dell’architettura civile europea fu per l’appunto sede del Tribunale comunale dal 1219 alla fine della Repubblica Serenissima (1797). Nel 1309 venne ampliato e modificato all’esterno così come lo vediamo oggi ad opera dell’architetto e idraulico Giovanni degli Eremitani. Internamente, i tre grandi ambienti in cui era diviso il piano superiore furono accorpati nella “più grande
sala pensile del mondo” che fino al 1420 riluceva del ciclo pittorico realizzato da Giotto con la raffigurazione di un grande ciclo astrologico culminante nel cielo stellato che copriva la volta. In quell’anno un incendio distrusse completamente l’opera giottesca. La nuova decorazione pittorica, visibile tuttora e dovuta a Giovanni Miretto e Stefano da Ferrara, offre comunque uno dei rari e più completi cicli astrologici giunti fino a noi. A lato del Palazzo della Ragione si estendono due deliziose e caratteristiche Piazze, dette delle Erbe e della Frutta. Al mercato scoperto al centro delle Piazze, che di per sè contribuiscono a dare colore e vivacità alle stesse, si deve aggiungere le decine di botteghe ricche di specialtà che si trovano sotto il Palazzo e tutto intorno ai portici.
il Battistero, edificio di origine romana, dedicato a S.Giovanni Battista divenne il tempio mausoleo dei Carraresi. La nuova destinazione, voluta da Fina Buzzacarini, consorte di francesco di Carrara, portò nel XIV secolo all’innalzamento della grande cupola sorretta da un alto tamburo e all’avvio dell’eccezionale impresa decorativa interna ed esterna, realizzata dal pittore di corte Giusto de’Menabuoi. Il ciclo delle Storie del nuovo e vecchio testamento da lui dipinto conta un centinaio di scene magistralmente rappresentate.
la Chiesa egli Eremitani, in felice posizione tra i giardini dell’Arena, il chiostro del convento e la raccolta Piazza antistante, fu eretta nel 1276 e completata nel 1306 da fra’Giovanni degli Eremitani, autore della facciata e dell’originale soffitto in legno a carena di nave che sovrasta l’unica e ampia facciata. L’11 marzo del 1944 un pesante bombardamento danneggiò gravemente l’edificio. Gran parte degli affreschi, tra cui alcuni del Mantegna e e del Vivarini andarono distrutti. Per fortuna qualcosa di questi autori si è salvato e vale una visita.
la Basilica di Sant’Antonio: uno dei santuari più venerati del mondo cristiano, la Basilica del “santo” fu eretta in forme grandiose fra il 1232 e la metà del’300 per accogliere le spoglie del religioso portoghese. Entrando si rimane colpiti dall’ampiezza della basilca e subito ci si accorge come l'architettura, pur sempre gotica nell'alzata, si distingue nettamente in due parti: quella delle navate (in cui ci si trova) e quella dell'abside oltre il transetto. Non soltanto perché quest'ultima è tutta affrescata, ma soprattutto per la diversa tipologia del gotico. L'area delle navate appare di ampia spazialità, ritmata da entrambi i lati da due calme e solenni campate. Sopra di esse, sia a sinistra che a destra, corre un ballatoio, il quale accompagna la navata centrale, per poi rinserrare tutto intero il transetto. Sono molti i capolavori che evrete l’opportunità di ammirare all’interno e nell’Oratorio di S.Giorgio che sorge a destra della Basilica e nella Scuola del Santo (in gran parte affrescata da Tiziano).
La Cappella degli Scrovegni: fatta costruire da Enrico Scrovegni allo scopo di riscattare la propria famiglia macchiata dalla figura del padre che aveva prestato del denaro a interesse è stata restaurata di recente riportando alla luce in tutto il loro splendore il famoso ciclo di affreschi realizzato da Giotto.
Al fervore di una città in crescita si aggiungeva la fondazione nel 1222 dell’Università, scaturita da una migrazione studentesca partita da Bologna. Si forgiò allora una delle immagini più solide e durevoli nel tempo: quella di Padova centro di eccellenza per gli studi e la cultura. Nel corso del 1500 lo stesso Galileo Galilei occupò la cattedra di matematica. Rimane famosa da un punto di vista artistico tuttora sia per l’aula di anatomia rimasta intatta a com’era quando vi insegnava Galileo, sia per l’Orto botanico universitario, costruito durante il ‘500, il primo nel modo a nascere per essere aperto al Pubblico.Tra 700 e l’800 vennero poi edificati altri due importanti monumenti simbolo di questa città: Prato della Valle e il Caffè Pedrocchi.
La prima è una grandiosa piazza di forma triangolare cinta da una lunga linea di Palazzi su cui spiccano le cupole della chiesa di S.Giustina. Un tempo era zona incolta e soggetta a inondazioni, utilizzata per Feste e Celebrazioni. Nel 1775 il provveditore della Serenissima, Andrea Memmo, decise il risanamento dell’area, e ne affidò l’opera a Doemenico Cerato, professore di architettura presso l’Università. Questi immaginò, richiamandosi alla grande tradizione veneta di armonico equilibrio tra natura e architettura un grande giardino a forma ovoidale, circondato da un canale e individuato da una lunga teoria di statue dedicate ai personaggi illustri della città.
il Caffè Pedrocchi è famoso fin dai tempi della sua inaugurazione (1831) per le linee neoclassiche, opera di Francesco Jappelli. Grazie alla sua posizione centrale , a due passi da Piazza delle Erbe e alla vicinanza con l’Università divenne ben presto punto di incontro di studenti, commercianti, intellettuali, letterati e uomini politici. Chiamato “Caffè senza porte” perchè non chiudeva nemmeno la notte, è tuttoggi un animato luogo di incontro e di cultura in cui si tengono 5 concerti a settimana, ad esclusione di domenica e lunedì. Vi consigliamo una sosta per l’aperitivo, accompagnato ogni giorno da prelibatezze gastronomiche. Specialità della casa è il caffè alla menta.
PADOVA OGGI – I MUSEI
La città è anche notevolmente proiettata nel futuro, con una vita economica e culturale molto intensa.
Sono molte le Manifestazioni musicali, artistiche e teatrali a cui di anno in anno è possibile partecipare che rendono Padova un centro vivo. Inoltre ospita una vasta scelta di Musei e Collezioni, che spaziano dalle tradizionali raccolte di opere d'arte a collezioni uniche nel loro genere in Italia.
Come i Musei Civici Eremitani: allestiti nelle belle sale restaurate dell'ex convento dei monaci eremitani, offrono un'ampia panoramica sulla storia paleoveneta e romana della città e un'incredibile raccolta di dipinti realizzati tra il Duecento e l'Ottocento dai grandi maestri della pittura italiana, tra cui Giotto, Guariento, Bellini, Tintoretto e molti altri.
Il Museo di arti applicate e decorative & Museo Bottacin: nello storico Palazzo Zuckermann sono esposti oltre duemila oggetti di arte applicata e decorativa appartenenti alle raccolte dl Museo d'Arte Medievale e Moderna.
Il Museo Diocesano: un'ala del quattrocentesco Palazzo Vescovile ospita preziose raccolte d'arte sacra, che includono antichi manoscritti ed incunaboli, opere d'arte e oreficeria, paramenti sacri. La visita include l'imponenete Salone dei Vescovi e la suggestiva Cappella di S. Maria degli Angeli.
Il Museo del Risorgimento e dell'Età contemporanea: ospitato nelle sale del Piano Nobile del Caffè Pedrocchi, documenta fatti e protagonisti di un secolo e mezzo di storia padovana e nazionale, dal tramonto della Repubblica Veneta (1797) alla promulgazione della Costituzione Repubblicana (1948).
Il Museo Antoniano: inaugurato nel 1995 espone al pubblico il meglio della raccolta di dipinti, sculture, paramenti e oggetti sacri realizzati per la Basilica e il Convento del Santo o frutto di lasciti dei religiosi e dei devoti. Vai alla scheda del monumento.
Il Museo del Precinema-Collezione Minici Zotti: una particolare esposizione di strumenti ottici e altre collezioni dedicate alla memoria storica dell'archeologia del Cinema e della Lanterna Magica. Vai alla scheda del monumento.
APERITIVO & GASTRONOMIA
Data la notevole presenza di studenti è anche una città ricca di locali all’ultima moda e osterie dal sapore antico dove potrete gustare il tipico aperitivo locale: lo spritz. Nei numerosi ristoranti del centro potrete assaggiare la cucina locale. La secolare tradizione gastronomica padovana affonda le sue radici nei prodotti semplici dell'orto, del cortile, della vigna, nella "pertica" degli insaccati, nei frutti di stagione e, in alcune zone, nelle erbette spontanee. Il ricettario trae le sue origini storiche all'epoca degli Obizzi, dei Carraresi e dei Contarini, che hanno saputo creare e valorizzare dei piatti prelibati, riscattando la semplicità degli ingredienti. E' però pressochè impossibile parlare di omogeneità nella cucina padovana, poichè il territorio della provincia nelle sue diversificazioni lagunari e vallive, collinari, fluviali e di pianura, offre alla cucina una gran varietà di ingredienti, che si diversificano da zona a zona. Pochi sono i piatti distribuiti uniformemente: tra questi, forse il più famoso è il "bollito alla padovana" nella versione codificata nel Seicento dall'alemanno Mattia Giegher.
COME ARRIVARE
In auto
Autostrada Venezia - Milano (A4)
uscita di Padova Est se arrivate da Venezia - uscita di Padova Ovest se arrivate da Milano
Autostrada Bologna - Padova (A13)
uscita di Padova Sud
In aereo
se atterri a VENEZIA:
Aeroporto Marco Polo (Tessera), il più vicino.
Da qui si può raggiungere Padova nei seguenti modi:
in taxi - tragitto circa 40-60 minuti;
in autobus - c'è un servizio di linea che parte ogni mezz'ora dalle 6:00 alle 23:00 di giorno feriale e con orari diversi nei giorni festivi dall' aeroporto all'autostazione di Padova;
in treno - esiste un servizio di autobus dall'aeroporto alla stazione ferroviaria di Mestre e da qui un treno per Padova, tragitto circa 40 minuti.
se atteri a VERONA:
Aeroporto Valerio Catullo (Villafranca Veronese)
Da qui si può utilizzare un servizio di autobus che porta alla stazione ferroviaria di Verona.