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TREVISO

 

Il Terraglio, una vecchia strada rettilinea di quasi 20Km, convoglia il traffico fra le congestioni di Mestre e la quieta agiatezza di Treviso
La città, sita alla confluenza del

Botteniga nel Sile, oltre ad essere “intrecciata alla mobile filigrana di acqua” (Giovanni Comisso) è caratterizzata da viuzze porticate, lo stacco alto di monumenti insigni, le mura e un intricata topografia medioevale e decorazioni tardogotiche e rinascimentali.

STORIA
L’etimologia della parola “Treviso” è riconducibile a due possibili interpretazioni: la prima la farebbe derivare dal celtico tarvos, toro, più la desinenza latina isium, da cui Tarvisium; per la seconda, invece, ci sarebbe un forte legame con il nome stesso della tribù protoveneta di origine illirica, che per prima vi si stanziò. Il primo insediamento sorse probabilmente là dove ora si trova la Chiesa di Sant’Andrea, ancor prima dell’avvento dei romani; proprio con l’avvento dell’impero, però, Treviso diventò un importante centro commerciale, acquisendo la cittadinanza romana.
Dopo essere passata di signoria in signoria nel 1389 i trevigiani, stanchi dei continui passaggi di proprietà, si concessero spontaneamente a Venezia, che procurò loro una lunga e prosperosa pace, ricambiata da Treviso con una sicura fedeltà.
La città condivise le sorti della Serenissima fino al 1797, quando fu vinta dalle armate di Napoleone. Essa passò quindi all'Austria e poi al Regno Italico (1805) e di nuovo all'Austria (1813). Nel 1848 seguì Venezia nella rivoluzione contro gli austriaci, ma il 14 giugno dovette arrendersi.
L’immagine di una Treviso  città fortezza che ci è stata tramandata dalle incisioni dei sec.XVI-XVII è la testimonianza dell’opera di architettura che Venezia portò avanti dopo lo scampato pericolo che corse alla disfatta di Agnadello (1509)e che trasformò la città in una chiusa piazzaforte. Le cinte murarie, costruite da Fra’ Giocondo e in parte ancora visibili, conferivano alla città ancora di più l’aspetto di una fortezza. All’interno si conservò per secoli la città medioevale che solo i cannoneggiamenti della prima e seconda guerra mondiale riuscirono a scalfire, per fortuna solo in parte.


MONUMENTI
Il nucleo storico, infatti, continua a sfoggiare  colorati scorci medioevali e rinascimentali come:

  • Palazzo dei TrecentoIn centro, troneggia in Piazza dei Signori la mole duecentesca del Palazzo dei Trecento. Terminato nel 1210, circa,  e ricostruito dopo la seconda guerra mondiale,  è orlato da un portico a trifore ed era  l’antica sede comunale, con ben evidenti i tratti murari ricostruiti.


  • Portici di CalmaggiorePercorrendo da qui i Portici di Calmaggiore, la via dei negozi più eleganti,  con pavimentazione autentica di Epoca Romana, da poco rimessa in vista, si raggiunge facilmente il Duomo e il vecchio Battistero romanico. La Cattedrale, al di là dell’incongrua facciata neoclassica, rivela all’interno ambienti elegantemente decorati da sculture dei Lombardo (la Cappella di fine Quattrocento in fondo alla navata sinsitra) e da affreschi del Pordenone (la corrispondente cappella destra, dei primi del Cinquecento, che conserva anche una pala del Tiziano).
  • Loggia dei CavalieriLe viuzze fra il Palazzo dei trecento e la poco lontana Loggia dei cavalieri (della fine del Trecento), un edificio romanico ad arcate, portano alla Pescheria, una suggestiva isoletta di mercato in mezzo al canale Cagnan che costituisce un ambiente  assai suggestivo per il groviglio di canali che vi confluiscono.
  • Nei quartieri orientali al di là del canale si trovano altri edifici notevoli, come la cinquecentesca  Porta San Tomaso, la più monumentalPorta San Tomasoe delle tre porte che sia prono nelle mura veneziane. Edificata nel 1518 e attribuita a Guglielmo Bergamasco, ha facciata esterna decorata con trofei di armi e stemmi e con il leone di S.Marco.
    Poco più in là si trovano le  chiese medievali di San Francesco e Santa Caterina. Quest’ultima famosa per un ciclo di affreschi, le Storie di S.Orsola di Tommaso da Modena, staccato nel 1883 dalla cappella della Chiesa sconsacrata di S.Margherita.
  • Nei quartieri occidentali merita una visita il Museo civico “Lugi Bailo” e la sua ricca Pinacoteca, che conserva opere di Giovanni Bellini, Tiziano, Lorenzo Lotto, Pordenone, Jacopo Bassano, Rosalba Carriera e Francesco Guardi.  Inoltre in questa zona della città si trova anche la grande struttura in cotto di San Nicolò, chiesa gotica eretta dai domenicani fra Duecento e Trecento. All’interno, sui colossali pilastri cilindrici che sostengono il soffitto a carena,  curiosi affreschi di Tommaso da Modena.



GASTRONOMIA
Protagonista della cucina trevigiana e il Radicchio rosso che si produce solamente nelle campagne attorno al Capoluogo. Lo si usa consumato in insalata (la stagione migliore è d’inverno), alla griglia (come gustoso contorno), fritto o nel risotto (aggiunto mano a mano insieme con un soffritto di cipolla. 
Famosa è anche la salsiccia trevisana o “luganega” cotta intera nel riso in brodo.

 

Feste tipiche della Città di Treviso

gennaio, "panevin" d'Epifania a San Lazzaro
febbraio, sfilata carri allegorici di carnevale
quaresima, "processo alla Vecchia, a Porta Dante
27 aprile(biennale), "premio San Liberale", riconoscimenti a chi ha dato lustro alla città
giugno, la Festa dei Buranelli, festa enogastronomica tipica di Venezia.
agosto, Rassegna Internazionale del Folclore(biennale)
agosto, Concerto Lirico dell'Assunta
ottobre, "Ombralonga", gara podistica a tappe tra i caratterisitci "Bar" dove vengono servite le famose "Ombre" (calice di vino).
autunno, "Fiera di Santa Lucia"
dicembre, il martedì prima di Natale, Mostra del Radicchio Trevigiano.

primavera, La Stagione Ippica a San'Artemio
autunno, Autunno Musicale Trevigiano
autunno, Concorso Pianistico, Festival Organisitco "Città di Treviso", Concorso per Cantanti "Totti dal Monte".
marzo, "Treviso Comics", mostra fumetti...