LAURIE ANDERSON Live alla Biennale Arte 2026

Ampio programma di chiusura dell’Esposizione con performance, conferenze, dibattiti e tavole rotonde

Laurie Anderson alla Biennale Arte 2026

Laurie Anderson, artista americana d’avanguardia, già presente alle Corderie dell’Arsenale con la sua installazione NOTEBOOK, il 22 Novembre, ultimo giorno della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, sarà a Venezia Live con la performance solista IN THIS WORLD.

NOTEBOOK, installazione di Laurie Anderson all’Arsenale – Pittura immersiva e suono

With the additional support of Ammodo: Come si fa a far entrare un quadro nella propria testa? La musica: certo. Se è buona musica, trapassa il cranio, come un ago, come un proiettile. Gli auricolari si annidano proprio accanto al cervello. Un quadro, invece? Un dipinto è fuori. È una cosa che guardi. Ci entri. Non entra in te. Come fai a mettere un dipinto dentro la testa? Riformuliamo la domanda. Come fa Laurie Anderson a entrare nella tua testa?

—Benjamin Moser scrive: Laurie Anderson mostra quello che era già lì. Ci fa domandare: Lo fa lei o lo faccio io? E pensi: Lei… beh… non ha dovuto infilare il quadro lì dentro. Era già tutto lì. C’è ritmo, certo, se lo si vuole sentire. Se vuoi, puoi scegliere una melodia. Ma non c’è un leitmotiv. Non c’è nessun crescendo, nessuna “grande ligne”. È solo quello che era già lì. Era tutto nella tua testa.

Questo ed ancora molti altri motivi per tornare più volte a visitare la Biennale Arte 2026 di Venezia con il suo interessantissimo e vasto programma pubblico tra cui gli appuntamenti con le performance, alcune inedite, di artisti come la già citata Laurie Anderson, inoltre Ziad Antar, rana elnemr, Natalia Lassalle-Morillo & Sofiá Gallisá Muriente, Clarissa Herbst, Tammy Nguyen, Hagar Ophir, Yo-E Ryou, Dominique Rust, Lerato Shadi, e Nathalie Vairac.

L’ASSEMBLEA

Si svolgerà in diverse giornate, metterà in comune esperienze e linguaggi artistici che si interrogano su pedagogia, trasmissione della conoscenza, ricerca e forme di cura della terra, del corpo e della comunità. Le organizzazioni coinvolte provengono da grandi capitali, città di provincia e comunità rurali che operano secondo modelli molto diversi per obiettivi, strutture, modalità di lavoro e sostenibilità. Ciò che le accomuna è il ruolo che, nel tempo, hanno assunto per artisti e operatori culturali: luoghi di incontro, di apprendimento e di scambio, capaci di accompagnare le trasformazioni del sistema dell’arte e di costruire pratiche fondate sull’ascolto, la condivisione e la convivialità.

Questo è lo spirito che ha animato anche RAW Material Company, che Koyo Kouoh ha fondato a Dakar come spazio di collaborazione, apprendimento e scambio. Sei di queste realtà sono state invitate da Koyo Kouoh stessa a entrare nella Mostra – Denniston Hill (Catskills), RAW Material Company (Dakar), GAS Foundation (Lagos/Ikise), lugar a dudas (Cali), blaxTARLINES (Kumasi) e Nairobi Contemporary Art Institute – NCAI (Nairobi) – e saranno parte dell’Assemblea con Dar Jacir (Betlemme), Fresh Milk (Barbados), Picha Collective (Lubumbashi) e Gudskul (Giakarta).

PROGRAMMA da venerdì 13 a domenica 22 novembre

Per partecipare agli appuntamenti, i visitatori dovranno essere in possesso di un biglietto di ingresso valido per la Biennale Arte 2026, ad eccezione degli incontri che si terranno al Teatro Piccolo, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Negli spazi dell’Arsenale, performance, conferenze, dibattiti e tavole rotonde, insieme a un’Assemblea che riunirà dieci organizzazioni guidate da artisti e collettivi.

È un programma che accompagna la Biennale Arte 2026 di Koyo Kouoh verso la sua conclusione, senza chiudere il discorso ma aprendolo a nuove voci, relazioni e possibilità.

Venerdì 13 novembre

ore 11:00, Sala d’Armi E

Dibattito

Assembly – Day 1: Seeding Resilience (Part 1)

105’

Cosa nasce dall’intenzione di piantare e dalla cura necessaria alla crescita di un germoglio? In tutto il mondo, artisti, curatori, scrittori, critici ed educatori hanno sentito la necessità di creare spazi capaci di offrire ad artisti e operatori culturali tempo e risorse per incontrarsi, collaborare, rallentare o semplicemente riposare. Anche questi possono essere considerati dei “semi”: idee che vengono piantate, condivise e fatte crescere. Ciascuna organizzazione presenterà un progetto “seme”, cui seguirà una discussione aperta tra contesti, geografie, esigenze e desideri differenti.

Relatori: Emily Jacir (Dar Jacir, Betlemme), Megan Steinman (Denniston Hill, Catskills), Haja Fanta (RAW Material Company, Dakar). Moderatore: Noah Simblist (curatore, scrittore e Associate Professor of Art, Virginia Commonwealth University).

ore 16:30, Tese dei Soppalchi

Performance di Tammy Nguyen

Timaeus and the Teacher: Foreword

45’
In
Timaeus and The Teacher: Foreword, un insegnante di inglese vietnamita, divenuto rifugiato dopo essere rimasto alla deriva in mare, canta un’aria. La performance si svolge all’interno di un arazzo panoramico ideato da Nguyen e animato da un gruppo di ballerini. Nello spirito dell’approccio pittorico dell’artista, da questa struttura circolare e trapuntata prende forma un intero mondo, la cui forma richiama il diagramma del cosmo nel Timeo di Platone. Combinando simboli e musica legati alla pratica marittima delle «bandiere di comodo», Timaeus riflette sul significato della ricerca di un’appartenenza nazionale in un mondo continuamente plasmato dalle forze della natura.

Performer: Brian Vu, Lila Doromal, Rebecca Greenbaum-Goodhart, Karina Ikezoe, Herne Jean-Baptiste, Anne Later, Emily Pacilio, Brion Vann. Coreografia: Jamal Jackson. Composizione: Neely Bruce. Coro e quintetto d’ance (registrato): María Brea, Krysty Swann, Victor Khodadad, Libby Van Cleve, James Forgey, Julie Asuma Levene, John Mastroianni, TD Ellis, Anthony DeQuattro.

Sabato 14 novembre

ore 11:00, Sala d’Armi E

Conferenza di Felwine Sarr

To Inhabit the World

60’

Felwine Sarr propone nuovi modi di abitare il nostro mondo, ripensando le forme della relazione – politica, economica, epistemologica – e riconoscendo nell’immaginario una dimensione centrale nel rinnovamento culturale. Sarr ripensa la cosmopolitica della circolazione e dell’ospitalità, per ridefinire la mobilità su scala globale e passare dall’ospitalità come imperativo sociale e culturale al riconoscimento di un diritto alla mobilità e all’ospitalità.

Relatore: Felwine Sarr. Introduzione: La Squadra di Koyo Kouoh.

ore 14:00, Sala d’Armi E

Dibattito

Assembly – Day 2: Seeding Resilience (Part 2)

105’

Cosa nasce dall’intenzione di piantare e dalla cura necessaria alla crescita di un germoglio? In tutto il mondo, artisti, curatori, scrittori, critici ed educatori hanno sentito la necessità di creare spazi capaci di offrire ad artisti e operatori culturali tempo e risorse per incontrarsi, collaborare, rallentare o semplicemente riposare. Anche questi possono essere considerati dei “semi”: idee che vengono piantate, condivise e fatte crescere. Ciascuna organizzazione presenterà un progetto “seme”, cui seguirà una discussione aperta tra contesti, geografie, esigenze e desideri differenti.

Relatori: Belinda Holden (GAS Foundation, Lagos/Ikise/Yinka Shonibare Foundation, Lagos/Londra); Annalee Davis (Fresh Milk, St. George, Barbados), Ericka Florez (lugar a dudas, Cali). Moderatore: Wanda Nanibush (curatrice indipendente e organizzatore di comunità).

ore 15:00, Artiglierie

Performance di Hagar Ophir

Report on a Séance: Bound with the Living, Gathering in Venice

60’

La pratica performativa di Hagar Ophir esplora la séance come metodo di ricerca. Durante la settimana di apertura della Biennale Arte, l’artista ha invitato nove esperti a riunirsi attorno a una tavola Ouija per interrogarsi collettivamente sulle storie non raccontate di quattro oggetti: un teschio, un sonaglio d’argento, un vassoio di rame e un aquilone. Report on a Séance combina le registrazioni audio e i protocolli della seduta spiritica per tornare su quanto è emerso durante l’incontro e confrontarsi con le storie taciute o dimenticate che ne sono emerse.

Performer: Miriam Schickler, Maya Avis, Hagar Ophir. Sceneggiatura e drammaturgia: Hagar Ophir, Juna Suleiman, Maya Avis. Composizione sonora: Miriam Schickler. Costumi: Antonia Eckardt. Traduzione: Sereen Dhamshi.

ore 16:30, Tese dei Soppalchi

Performance di Tammy Nguyen

Timaeus and the Teacher: Foreword

45’
In
Timaeus and The Teacher: Foreword, un insegnante di inglese vietnamita, divenuto rifugiato dopo essere rimasto alla deriva in mare, canta un’aria. La performance si svolge all’interno di un arazzo panoramico ideato da Nguyen e animato da un gruppo di ballerini. Nello spirito dell’approccio pittorico dell’artista, da questa struttura circolare e trapuntata prende forma un intero mondo, la cui forma richiama il diagramma del cosmo nel Timeo di Platone. Combinando simboli e musica legati alla pratica marittima delle «bandiere di comodo», Timaeus riflette sul significato della ricerca di un’appartenenza nazionale in un mondo continuamente plasmato dalle forze della natura.

Performer: Brian Vu, Lila Doromal, Rebecca Greenbaum-Goodhart, Karina Ikezoe, Herne Jean-Baptiste, Anne Later, Emily Pacilio, Brion Vann. Coreografia: Jamal Jackson. Composizione: Neely Bruce. Coro e quintetto d’ance (registrato): María Brea, Krysty Swann, Victor Khodadad, Libby Van Cleve, James Forgey, Julie Asuma Levene, John Mastroianni, TD Ellis, Anthony DeQuattro.

Domenica 15 novembre

ore 11:00, Sala d’Armi E

Tavola rotonda

Saudade: A Roundtable

100’

In Minor Keys rende omaggio a Issa Samb (1945-2017) e Beverly Buchanan (1940-2015), due folgoranti creatori di mondi che hanno fatto uso di metodi spesso effimeri e sfuggenti. La tavola rotonda estende la riflessione agli altri artisti della Mostra che non sono più in vita: Nancy Brooks Brody (1962-2023), Seyni Awa Camara (1945-2026) e Pauline Oliveros (1932-2016). Al centro della discussione sono i significati mutevoli dell’eredità e l’alchimia della giustapposizione con le pratiche contemporanee e, sul piano più emotivo, l’idea di una presenza assente.

Relatori: Patricia Ekpo (Assistant Professor of African American and African Diaspora Art, Cornell University), Océane Harati (Director of OH Gallery, Dakar), Sarah Shin (curatrice, scrittrice, Co-Director of Silver Press, Londra), Jo-ey Tang (artista, curatore e autore).

Modera e introduce: Siddhartha Mitter.

ore 14:30, Sala d’Armi E

Dibattito

Assembly – Day 3: Epistemic Disobedience

175’

L’incontro prende spunto da The Ideal Library, una pubblicazione curata da Koyo Kouoh e Nana Oforiatta Ayim nel 2012, successivamente approfondita nel progetto di RAW Material Company Ideal Seeds for Fertile Grounds al Padiglione Stirling ai Giardini. Il volume ha dato origine a una biblioteca composta di libri, scritti e canzoni raccolti collettivamente. La sessione si sviluppa a partire da questo atto epistemico per invitare quattro organizzazioni a condividere e discutere le proprie filosofie e pratiche pedagogiche, nonché le diverse modalità di trasmissione della conoscenza.

Relatori: Bukonola Ngobi (Nairobi Contemporary Art Institute, Nairobi), Jean-Sylvain Tshilumba Mukendi (Picha Collective, Lubumbashi), farid rakun (Gudskul, Giacarta), Kwasi Ohene-Ayeh (blaxTARLINES, Kumasi). Moderatore: Tandazani Dhlakama (curatrice della sezione Global Africa, Royal Ontario Museum, Toronto). Riflessioni conclusive: Simon Njami (autore, curatore e critico d’arte).

ore 15:00, Artiglierie

Performance di Hagar Ophir

Report on a Séance: Bound with the Living, Gathering in Venice

60’

La pratica performativa di Hagar Ophir esplora la séance come metodo di ricerca. Durante la settimana di apertura della Biennale Arte, l’artista ha invitato nove esperti a riunirsi attorno a una tavola Ouija per interrogarsi collettivamente sulle storie non raccontate di quattro oggetti: un teschio, un sonaglio d’argento, un vassoio di rame e un aquilone. Report on a Séance combina le registrazioni audio e i protocolli della seduta spiritica per tornare su quanto è emerso durante l’incontro e confrontarsi con le storie taciute o dimenticate che ne sono emerse.

Performer: Miriam Schickler, Maya Avis, Hagar Ophir. Sceneggiatura e drammaturgia: Hagar Ophir, Juna Suleiman, Maya Avis. Composizione sonora: Miriam Schickler. Costumi: Antonia Eckardt. Traduzione: Sereen Dhamshi.

Lunedì 16 novembre

ore 15:30, Teatro Piccolo Arsenale

Performance di Natalia Lassalle-Morillo e Sofiá Gallisá Muriente

Tactics of Transmission

90’

Nelle vesti di sudditi coloniali ribelli, Natalia Lassalle-Morillo e Sofía Gallisá Muriente si infiltrano nell’archivio imperiale, le due collezioni di reperti culturali portoricani conservate presso lo Smithsonian Institution, per mettere in discussione le logiche di dis/possesso e di conservazione che permeano i musei di tutto il mondo. Presentato in collaborazione con Alexandra Buschman-Román, Tactics of Transmission propone una strategia per ricongiungere i materiali storici custoditi in questi archivi alle persone e ai luoghi cui appartengono, utilizzando narrazione, immagini e suono come forme di restituzione. La performance viene presentata in concomitanza con la partecipazione delle artiste a In Minor Keys.

Scrittura, regia e Transmitters: Sofía Gallisá Muriente, Natalia Lassalle-Morillo. Composizione ed esecuzione musicale: Alexandra Buschman-Román. Assistente regia: Pelé Sánchez Tormes. Video: Sofía Gallisá Muriente, Natalia Lassalle-Morillo. Oggetti di scena: Amara Abdal Figueroa, Rocío Cáliz-Padilla, Richard Cameron, Pedro Pablo Rinaldi Jovet. Costumi: Cristina Agostini Fitch.

Martedì 17 novembre

ore 11:00, Teatro Piccolo Arsenale

Performance di Natalia Lassalle-Morillo e Sofiá Gallisá Muriente

Tactics of Transmission

90’

Nelle vesti di sudditi coloniali ribelli, Natalia Lassalle-Morillo e Sofía Gallisá Muriente si infiltrano nell’archivio imperiale, le due collezioni di reperti culturali portoricani conservate presso lo Smithsonian Institution, per mettere in discussione le logiche di dis/possesso e di conservazione che permeano i musei di tutto il mondo. Presentato in collaborazione con Alexandra Buschman-Román, Tactics of Transmission propone una strategia per ricongiungere i materiali storici custoditi in questi archivi alle persone e ai luoghi cui appartengono, utilizzando narrazione, immagini e suono come forme di restituzione. La performance viene presentata in concomitanza con la partecipazione delle artiste a In Minor Keys.

Scrittura, regia e Transmitters: Sofía Gallisá Muriente, Natalia Lassalle-Morillo. Composizione ed esecuzione musicale: Alexandra Buschman-Román. Assistente regia: Pelé Sánchez Tormes. Video: Sofía Gallisá Muriente, Natalia Lassalle-Morillo. Oggetti di scena: Amara Abdal Figueroa, Rocío Cáliz-Padilla, Richard Cameron, Pedro Pablo Rinaldi Jovet. Costumi: Cristina Agostini Fitch.

ore 14:00, Sala d’Armi E

Performance di Clarissa Herbst e Dominique Rust

Whiteout

45’

La performance impiega il concetto duchampiano di inframince (infrasottile) per esplorare le soglie di confine tra corpi, entità culturali e momenti nel tempo. Dominique Rust e Clarissa Herbst, collaborano da molti anni con Michael Wolf a progetti performativi in parte sceneggiati e in parte improvvisati. Whiteout è stato sviluppato nell’ambito del progetto che Rust e Herbst hanno concepito per In Minor Keys presso la Casetta Scaffali all’Arsenale. La loro installazione rivisita Parfumerie, un esperimento urbano guidato da artisti che si svolse a Zurigo alla fine degli anni Ottanta. Nato nella scena delle feste e serate in discoteca, per lo più illegali e improvvisate, Parfumerie aprì uno spazio alla gioia collettiva.

Performer: Dominique Rust, Michael Wolf. Scenografia e video: Clarissa Herbst. Composizione musicale: Martin Schütz.

ore 16:00, Tese dei Soppalchi

Performance di Ziad Antar

Bladder Diplomacy

80’

Intrecciando racconti di diplomazia internazionale, vicende legate alla coltivazione di patate e pomodori nel Mediterraneo orientale e storie familiari, la performance-conferenza Bladder Diplomacy esplora le profonde trasformazioni dell’ambiente naturale e delle abitudini alimentari introdotte in queste terre dalle teorie della modernizzazione e dell’agroindustria globale, soffermandosi sulle loro conseguenze e sulla sorprendente resilienza dei semi autoctoni. Gli artisti libanesi Ziad Antar, Hatem Imam e Nayla Mabsout costruiscono insieme un puzzle satirico in cui si intrecciano erbacce infestanti e guerre civili.

Performer: Ziad Antar, Nayla Mabsout. Sceneggiatura: Ziad Antar. Regia: Hatem Imam. Video: Nayla Mabsout.

Mercoledì 18 novembre

ore 11:00, Corderie dell’Arsenale

Performance di rana elnemr

The Newborn Birthchart

30’

Concepita come una soglia attiva, l’installazione in due parti The Sugarcane Choir (Il coro della canna da zucchero) di rana elnemr registra ogni visita come un contributo vibratorio all’opera e allo spazio che la accoglie. Attraverso letture, canti, incantesimi e suggestioni tratte dal mazzo di carte che fa parte dell’opera, la performance invita il pubblico a raccogliere insieme le storie e i canti delle paludi, dei campi di canna da zucchero, della resistenza e dei desideri profondi. Riunito per dar voce a tracce invisibili e potenzialità ancora latenti, il pubblico prende parte alla performance a partire dal margine di una tenda in plastica riciclata di sei metri, che raffigura un sole velato e una luna che affiora: una costellazione per ciò che deve ancora nascere.

Performer: Maissa Alameldine, Mariamme Boctor, rana elnemr, Nour Kamel, Farida Rehab.

ore 16:00, Tese dei Soppalchi

Performance di Ziad Antar

Bladder Diplomacy

80’

Intrecciando racconti di diplomazia internazionale, vicende legate alla coltivazione di patate e pomodori nel Mediterraneo orientale e storie familiari, la performance-conferenza Bladder Diplomacy esplora le profonde trasformazioni dell’ambiente naturale e delle abitudini alimentari introdotte in queste terre dalle teorie della modernizzazione e dell’agroindustria globale, soffermandosi sulle loro conseguenze e sulla sorprendente resilienza dei semi autoctoni. Gli artisti libanesi Ziad Antar, Hatem Imam e Nayla Mabsout costruiscono insieme un puzzle satirico in cui si intrecciano erbacce infestanti e guerre civili.

Performer: Ziad Antar, Nayla Mabsout. Sceneggiatura: Ziad Antar. Regia: Hatem Imam. Video: Nayla Mabsout.

Giovedì 19 novembre

ore 11:30, Sala d’Armi E

Performance di Nathalie Vairac

Uppu
30’

Uppu è la parola tamil che significa sale, un minerale essenziale alla vita, fondamentale per la nostra fisiologia e capace di ricordarci ciò che abbiamo in comune. Per Nathalie Vairac, mettere in scena una performance con il sale — incentrata sul sale e immersa nel sale — significa contemplare questo minerale bianco e sconfinato, lasciandogli spazio e voce. È un invito ad ascoltarlo e imparare da esso, riempiendo lo spazio circostante della sua risonanza e della potenza delle sue vibrazioni. Significa lasciare che il sale che vive e vibra dentro di noi contribuisca a plasmare la nostra umanità. Performer: Nathalie Vairac.

ore 16:00, Teatro Piccolo Arsenale

Conferenza di Bjørn Schaeffner
Another Switzerland: Club Culture and the Forging of a Liberal Society

80’

Alla fine degli anni Ottanta, la vita notturna nelle città svizzere era soggetta a rigide regolamentazioni; a Zurigo, per legge, gran parte delle attività doveva cessare a mezzanotte. In questo contesto apparentemente monotono, prendeva forma un’altra scena: DJ, attivisti, artisti, persone del giro e outsider trasformavano scantinati e fabbriche in disuso in locali improvvisati e illegali, veri e propri laboratori sperimentali per una nuova cultura urbana. Prendendo le mosse dall’installazione multimediale site-specific Parfumerie di Clarissa Herbst e Dominique Rust, allestita alla Casetta Scaffali in Arsenale, la conferenza di Bjørn Schaeffner inserisce il progetto nel più ampio contesto della cultura dei club in Svizzera, indagando ciò che la vita notturna racconta di un Paese in trasformazione e il ruolo che essa stessa ha avuto nel determinarne i cambiamenti.

Relatore: Bjørn Schaeffner. Introduce e modera: Gabe Beckhurst Feijoo.

Venerdì 20 novembre

ore 14:00 e ore 17:00, Corderie dell’Arsenale

Performance di Yo-E Ryou

Breath Orchestra: Score for Silence

35’

Una serie di orchestrazioni dal vivo prende spunto dall’installazione audiovisiva dell’artista all’Arsenale: gli interpreti sono riuniti attorno a pratiche di ascolto e respirazione consapevole. Ispirata alla ricerca idrofemminista dell’artista e al suo rapporto con la comunità delle Haenyeo – donne che portano avanti la tradizione dell’apnea per raccogliere cibo dal mare e il cui sapere rischia di scomparire – l’opera trae ispirazione dai momenti di apnea e silenzio che caratterizzano il lavoro subacqueo. Ogni performance si sviluppa come un processo di trasmissione e apprendimento collettivo, attraverso un modello di performance-laboratorio.

Performer: Young Sun Kong, Jiin Gook, Emy Liljegren, Kim Han Yeonji, Hearin Jeong, KkotShin Im, Suhwa Kim, Bitna Youn, Hayun Kim. Consulenza coreografica: Young Sun Kong. Consulente sonoro: Jinsol Yu. Oggetti indossabili: Yumi Lee.

ore 16:00, Teatro Piccolo Arsenale

Conferenza di Frieda Ekotto

Resilience Against Value: Authored Practices of Repair in Otobong Nkanga and Ibrahim Mahama

90’

La conferenza approfondisce le pratiche di raccolta, avvolgimento, riparazione e rigenerazione al centro del lavoro di Otobong Nkanga e Ibrahim Mahama. Attraverso questi processi, materiali, lavoro e tempo vengono ricondotti alle relazioni tra terra, corpi e comunità che i sistemi estrattivi hanno contribuito a spezzare. La resilienza assume così il significato di un atto di rifiuto e di opposizione alle logiche del danno. Il lavoro dei due artisti viene riletto come una sfida al sistema di valori che sostiene tali logiche e come una concezione dell’autorialità fondata sulla relazione, anziché sullo spettacolo.

Relatore: Frieda Ekotto. Introduce e modera: Rasha Salti.

Sabato 21 novembre

ore 11:00 e ore 14:00, Corderie dell’Arsenale

Performance di Yo-E Ryou

Breath Orchestra: Score for Silence

35’

Una serie di orchestrazioni dal vivo prende spunto dall’installazione audiovisiva dell’artista all’Arsenale: gli interpreti sono riuniti attorno a pratiche di ascolto e respirazione consapevole. Ispirata alla ricerca idrofemminista dell’artista e al suo rapporto con la comunità delle Haenyeo – donne che portano avanti la tradizione dell’apnea per raccogliere cibo dal mare e il cui sapere rischia di scomparire – l’opera trae ispirazione dai momenti di apnea e silenzio che caratterizzano il lavoro subacqueo. Ogni performance si sviluppa come un processo di trasmissione e apprendimento collettivo, attraverso un modello di performance-laboratorio.

Performer: Young Sun Kong, Jiin Gook, Emy Liljegren, Kim Han Yeonji, Hearin Jeong, KkotShin Im, Suhwa Kim, Bitna Youn, Hayun Kim. Consulenza coreografica: Young Sun Kong. Consulente sonoro: Jinsol Yu. Oggetti indossabili: Yumi Lee.

ore 12:00, Sala d’Armi E

Performance di Lerato Shadi

Unfolding

40’

Ispirato alla ricerca di Lerato Shadi sui temi della memoria, della visibilità e dei processi collettivi, Unfolding riflette con discrezione e tenacia su come il significato prenda forma, si conservi e si trasmetta attraverso i corpi e nel tempo. L’opera si articola in un’azione collettiva a staffetta: uno alla volta, i partecipanti salgono sul palco, avvolgono una pietra con lana rossa e la consegnano a un’altra persona, che prosegue il gesto. Avvolgere diventa così un gesto di cura e connessione, mentre il passaggio della pietra da una persona all’altra richiama storie e saperi che si tramandano attraverso una pratica condivisa.

Performer: Lerato Shadi, Camille Badirou, Trovania Dellile, Rebecca Pokua Korang, Viviana Medina.

ore 16:00, Teatro Piccolo Arsenale

Conferenza di Tarek El-Ariss

Emptying the Jars of War, or How We Learned to Love Nature

90’

Le crisi e le guerre non si limitano a danneggiare l’ambiente: trasformano il nostro modo di concepire la natura. Partendo da scene tratte dalla vita quotidiana – come la consuetudine, durante la guerra in Libano, di conservare barattoli d’acqua per lavarsi – la conferenza ripercorre storie e mitologie dell’acqua e della vegetazione, dal Giardino dell’Eden alle tradizioni greche e islamiche, soffermandosi sull’oasi come fantasia ricorrente. Le pratiche ambientali non nascono necessariamente da scelte etiche consapevoli; spesso sono il risultato di abitudini, paure o istinti di sopravvivenza, e si impongono al di là della nostra volontà. La sostenibilità viene così ridefinita come una forma di negoziazione che mette in discussione le logiche della purezza e del controllo, immaginando futuri alternativi.

Relatore: Tarek El-Ariss. Introduce e modera: Rasha Salti.

Domenica 22 novembre

ore 16:00, Tese dei Soppalchi

Performance di Laurie Anderson

In This World

90’

In This World è la performance solista dell’artista multidisciplinare Laurie Anderson, che intreccia musica, narrazione e proiezioni video, proseguendo la ricerca sviluppata nelle installazioni Notebook e All In Your Head, presentate in Arsenale nell’ambito della Biennale Arte 2026.

Performer: Laurie Anderson.

Diana Barrows & Enrico Marotta